Avv. Francesca Bisaro
A distanza di cinque mesi dalla sua entrata in vigore, il Decreto Legislativo 190/2024 – noto anche come Testo Unico FER – sta già avendo un impatto significativo sul panorama autorizzativo degli impianti a fonti rinnovabili. Il provvedimento, che si propone di semplificare e velocizzare il rilascio dei titoli autorizzativi, presenta però luci e ombre. In questo articolo analizziamo i principali effetti osservati sul campo, soprattutto alla luce delle difficoltà operative che emergono quotidianamente tra gli operatori del settore.
Il Testo Unico FER nasce con l’ambizione di razionalizzare e accelerare il processo autorizzativo per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. In particolare, mira a:
Tuttavia, nei primi mesi di applicazione, l'obiettivo di semplificazione è stato raggiunto solo in parte. Infatti, accanto a misure semplificative, sono emerse nuove criticità e incertezze interpretative che rallentano l’effettiva attuazione delle norme.
Una delle novità più rilevanti introdotte dal decreto è il trasferimento di alcune competenze autorizzative dagli organi centrali alle Regioni e, in certi casi, ai Comuni. Questo decentramento ha però messo in luce forti disomogeneità territoriali, sia dal punto di vista della preparazione tecnica che della capacità di risposta degli enti locali.
In pratica, la stessa tipologia di impianto può ricevere trattamenti molto diversi a seconda della Regione o del Comune di competenza, creando incertezza e potenziali ritardi per gli operatori.